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Genova

Lunedì 23 novembre 2020 - 10:09

Quaderno N. 16 - I paesi dei Balcani Occidentali

Il processo di transizione all'economia di mercato che i 
Paesi dei Balcani Occidentali portano avanti da ormai 
trent'anni è ancora lontano dal potersi dire concluso. 
Ancora oggi, infatti, persistono tutte quelle problematiche 
che da un secolo e mezzo sono valse all'area il 
soprannome di “Polveriera d'Europa”. Gli scontri hanno 
raggiunto l'apice con le guerre jugoslave tra il 1991 e il 
2000, tuttavia la conclusione dei conflitti è stata per lo 
più solo formale, soprattutto in alcune aree. Questo si 
vede bene quando si considera la situazione della 
Serbia: nel 2006 si è tenuto il referendum sull'indipendenza 
del Montenegro, che ha visto la vittoria dei secessionisti 
e la nascita di un nuovo Stato sovrano (in seguito 
alla quale, tra l'altro, la Serbia ha perso ogni sbocco sul 
mare) e nel 2008 il Kosovo, regione a Sud del paese i 
cui abitanti sono per il 92% di etnia albanese, si è 
autoproclamato indipendente. Se da una parte l'indipendenza 
del Montenegro è stata riconosciuta dalla comunità 
internazionale senza troppi ostacoli, dall'altra la 
questione del Kosovo è molto più complessa: ad oggi 
solo 97 dei 193 membri dell'ONU, tra cui l'Italia, lo 
riconoscono come Stato indipendente, mentre la stessa 
Serbia continua a considerarla ufficialmente come una 
provincia autonoma. 
È facile, a questo punto, intuire che qualsiasi analisi della 
situazione economica dei Paesi balcanici deve essere 
fatta alla luce di questioni di natura politica e culturale 
che, nella maggior parte dei casi, vanno avanti da secoli. 
Lo scopo di questo quaderno è proprio quello di 
fornire una panoramica dell'odierna situazione 
economica della Serbia, illustrando su quali punti può 
basarsi il futuro di questa nazione che, in ogni caso, per 
la sua posizione geografica rappresenta un importante 
crocevia tra Europa e Asia e che da vent'anni compie 
imponenti sforzi per modernizzarsi e garantire stabilità e 
sicurezza sia ai propri cittadini che al mercato internazionale

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